Numismatica

Profectio Traianus Aureus

profectio
Scritto da La Redazione

La Profectio rappresentava nell’antica Roma un cerimoniale religioso che celebrava la partenza dell’Imperatore romano da Roma (o da altre capitali imperiali, come ad es. Mediolanum), soprattutto in vista di una nuovacampagna militare. Al contrario, l’adventus rappresentava il ritorno nell’Urbe dello stesso imperatore al termine della guerra. Le vaste dimensioni dell’Impero romano fecero sì che, nel periodo in cui gli imperatori si muovevano da Roma per dirigersi verso i confini imperiali per difenderli o in vista di guerre di conquista, la partenza dell’imperatore fosse celebrata come un evento molto particolare e non comune, o comunque raro. Una volta decisa la partenza imperiale, questa era comunicata al popolo di Roma (come spesso documentato attraverso rilievi scultorei o relativamonetazione), a cui seguiva la preparazione della successiva cerimonia di lustratio e poi di adlocutio delle truppe riunite in vista dell’imminente campagna.

Molto spesso la partenza era celebrata con un’emissione monetale o con una rappresentazione scultorea, come avvenne ad esempio nel caso degli imperatori:

Spesso l’imperatore, in queste rappresentazioni, appariva in uniforme militare, e poteva essere preceduto o seguito da un certo numero di soldati muniti di vexilla legionari oppure dalla stessa dea Vittoria. In alcuni casi la profectio era annunciata da tre dee monetali, le quali tengono una bilancia nella mano destra ed una cornucopia in quella sinistra, proprio sopra una pila di monete ai loro piedi (come nel caso di Marco Aurelio Probo).

Le monete auree sono monete coniate in oro con titolo variabile. Nella storia l’oro è sempre stato considerato come un’ottima merce di scambio essendo riconosciuto come valore comune a diverse società e culture: le monete in oro sono sempre state le più pregiate.

Sotto l’Impero Romano l’aureo era la monete più pregiata; nel Medioevo solo gli Stati più ricchi poterono permettersi il conio aureo: l’Impero Bizantino con il solido; i califfati abbaside, aghlabide e diCordova con il dinar (equivalente al solido); l’Emirato di Sicilia con il tarì (=1/4 di dinar).

La repubblica marinara di Amalfi fu, intorno al Mille, il primo Stato occidentale a coniare una moneta aurea, il tarì amalfitano, segno della sua ricchezza: esso fu mantenuto dai Normanni e sostituito nel 1231 da Federico II con l’augustale d’oro: del valore di 5 tarì, simboleggiava il ritorno alla tradizione romana. Il Duecento vide finalmente l’oro diffondersi anche nel resto d’Europa: il genovino diGenova, il fiorino di Firenze e lo zecchino di Venezia, tutti equivalenti a 4/5 di augustale, in poco tempo si diffusero enormemente e divennero le monete più scambiate a livello europeo, grazie anche all’alto livello di professionalità dei mercanti e banchieri italiani.

tratto da WIKIPEDIA 

https://it.wikipedia.org/wiki/Profectio

https://it.wikipedia.org/wiki/Monete_auree

 

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