Editoriale

Collezionismo, quando la passione non ha limiti

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Scritto da La Redazione

Si passa dalle ricche case d’ asta ad oggetti di poco valore ma che prosciugano i risparmi, da oggetti di alto valore artistico alle semplici figurine Panini. Il collezionismo è un Universo che coinvolge un numeroso numero di persone muovendo piccoli e grossi investimenti.

Prendiamo ad esempio la storia di Liu Yiqian che lavorava come tassista a Shanghai, Le sue competenze ed esperienze nei mercati finanziari, lo hanno portato alla creazione di un impero del valore di  1,7 miliardi di dollari. Tra le sue aste, spicca quella  di Christie’s il quadro di Amedeo Modigliani noto come “Nu Couche” che si è aggiudicato per  170,4 milioni di dollari (158 milioni di euro), il valore più alto nella storia delle aste dopo “Le donne di Algeri” di Picasso.

Ma il mondo dei collezionisti non è composto solo da facoltosi. Non esiste un vero e proprio censimento dei collezionisti in quanto non esiste un Albo che li settorializza, ma il mercato è vasto e passa da oggetti artistici di alto valore a oggetti di meno rilevanza ma di uguale tradizione, quali francobolli, banconote, giocattoli ecc….In Italia, secondo alcuni studi e statistiche, si stima che il mondo dei collezionisti sia fermo intorno al 3%, sui livelli di Spagna e Francia.
Utilizziamo tre dichiarazioni per descrivere meglio il “collezionista”.

“Il collezionista è come la gazza ladra, prende tutto quello che luccica (e a volte anche ciò che non luccica) e lo porta nel suo nido per abbellirlo. A a muovere il collezionista “è la passione per ciò che non ha ancora a sua disposizione. Immediatamente dopo l’acquisto, ricomincia la caccia al pezzo mancante . “Siamo nell’ambito delle passioni, che non sempre si sposano con la razionalità o le disponibilità di portafoglio”.

Guido Galimberti, presidente del gruppo Opera Art Consulting.

“Per certi versi la passione per la collezione è una droga: non viene mai soddisfatta del tutto”. Che lavoro svolgono gli appassionati del settore? “C’è un po’ di tutto: professionisti, industriali e commercianti. Non si tratta solo di ricconi, ma la disponibilità di importanti risorse economiche è fondamentale per poter alimentare la raccolta”. Chi ha 20 anni pensa a trovare un lavoro, a 30 in genere le priorità sono metter su famiglia e acquistare l’abitazione. Si può iniziare a collezionare da giovani, ma passano diversi anni per raggiungere una certa consistenza”.

Domenico Piva, presidente degli antiquari milanesi.

. “Il profilo del collezionista è quello di una persona non giovane, di cultura e/o  posizione sociale medio-alta, dedito ad altre forme di collezionismo, amante del buon vino, delle arti grafiche e visive in genere, che inizia a collezionare osservando sul tavolo una bottiglia”, racconta. “Il passo successivo è spogliare delicatamente la bottiglia e conservarne l’etichetta: la raccolta inizia così”.

Giacomo Prato, segretario dell’Aicev (Associazione italiana etichette del vino).

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